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un Arcobaleno per il Terzo Municipio a Roma |
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Mattia Ciampicacigli - Candidato nella Lista Sinistra l'Arcobaleno |
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ELEZIONI AMMINISTRATIVE DEL 13 e 14 APRILE 2008 - MUNICIPIO ROMA 3 |
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... lo leggerete
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1 – Qualità dell’abitare
Si deve affrontare con
determinazione l’emergenza abitativa (a partire da un utilizzo
virtuoso delle risorse previste dall’ultima Finanziaria) e avviare
nuovi progetti per la qualità dell’abitare senza cementificare altro
territorio e soprattutto altro agro romano. Questa è una delle grandi
emergenze della città per la quale serve un’iniziativa concreta e
immediata, senza ulteriori aggressioni agli spazi verdi. La proposta di
iniziativa politica della Sinistra – L’Arcobaleno non può che
essere in continuità con il lavoro svolto negli ultimi anni. Un lavoro
che ci ha visti impegnati su tutti i fronti: contro le cartolarizzazioni
degli enti pubblici e privati e la svendita del patrimonio pubblico
comunale, negli spazi sociali occupati, per l'autorecupero
abitativo, nella partecipazione territoriale alle scelte urbanistiche e
la qualità dell’abitare. Su tutti questi temi abbiamo promosso e
praticato iniziative di lotta sociale e di sostegno istituzionale a
tutti i livelli, dal Parlamento ai municipi. In questo percorso abbiamo
incontrato e attraversato movimenti e associazioni di lotta per il
diritto all’abitare, organizzazioni sindacali e comitati degli
inquilini e dei senza casa. La nostra proposta politica è quella di
continuare, tramite l’approfondimento dell’analisi dei fenomeni
economico-sociali riguardanti il tema dell’abitare e delle pratiche
della mobilitazione sociale diffusa, nella ricerca incessante di
soluzioni vere che mettano fine al fenomeno dell’emergenza abitativa.
Una particolare attenzione va dedicata alle esigenze di coloro che per
sfuggire ad una quotidianità di violenze (soprattutto donne e bambini)
restano senza casa.
2 – Lavoro e
precarietà
Pensiamo per prima cosa a
realizzare provvedimenti per la stabilizzazione dei precari del gruppo
Comune di Roma e per garantire la sicurezza dei lavoratori nei luoghi di
lavoro e nei numerosi cantieri presenti nel territorio metropolitano.
Vanno inoltre intraprese iniziative di lotta alla precarietà
soprattutto nei settori della grande crescita dell’economia locale
(turismo, tempo libero, grande distribuzione, produzione culturale,
innovazione e ricerca) e realizzate campagne per la lotta al nuovo
caporalato che imperversa nelle nostre periferie, che sfrutta mano
d’opera non garantita per lavori sottopagati e in assenza di diritti e
garanzie di sicurezza. Vanno rafforzati gli Uffici in grado di
monitorare i cantieri della città per combattere il lavoro nero e per
prevenire gli incidenti sul lavoro, vera piaga del nostro tempo.
Più in generale gli enti
locali devono e possono assumersi anche un ruolo attivo partecipando
e solidarizzando con le lavoratrici e i lavoratori impegnati nei
conflitti sociali diffusi che attraversano la nostra città.
3 – Il Piano regolatore
Abbiamo partecipato con
responsabilità alla approvazione finale del nuovo Piano regolatore, ora
lavoreremo affinché la sua attuazione sia trasparente e partecipata.
L’ attivazione del Piano dovrà prescindere da ogni esigenza di
correzione che altrimenti rischierebbe di stravolgerne i criteri di
fondo. In assenza di orientamenti maggioritari nelle comunità di volta
in volta interessate alle trasformazioni urbane, vogliamo una moratoria
delle varianti e deroghe al nuovo Piano regolatore.
Per la migliore attuazione
del nuovo Piano regolatore generale, pensiamo sia necessario attivare
l’Ufficio per l’attuazione, nonché la casa della Città e le case
dei Municipi per far intervenire e partecipare i cittadini alle scelte
urbanistiche. Vanno rafforzate tutte le misure dirette a dare centralità,
qualità di vita e decoro alle periferie (trasporti efficienti, recupero
di aree degradate per usi sociali e collettivi, pulizia e manutenzione
degli spazi pubblici, tutela, salvaguardia e valorizzazione del verde
pubblico, minimizzazione degli impatti ambientali), mediante un piano
straordinario d’intervento che veda un rinnovato protagonismo attivo
dei Municipi interessati, fondato su investimenti certi in termini di
risorse economiche ed umane. Qualsiasi trasformazione urbanistica dovrà
tener conto della tutela ed integrità delle riserve naturali,
dell’agro romano, dei parchi, delle ville storiche e delle aree verdi
urbane e storiche. E’ necessario ridurre impatto del NPRG sui corridoi
biologici e che la rete ecologica diventi realmente prescrittiva affinchè
possa essere tutelata la biodiversità mantenendo inalterati i preziosi
habitat naturali ancora presenti nel territorio della città.
4 – Digital divide e software libero
Pensiamo ad una città dove
l’accesso al mezzo informatico sia garantito a tutte e a tutti. E’
necessario puntare sull’innovazione tecnologica e su una massiccia
alfabetizzazione informatica in grado di produrre empowerment anche per
soggetti deboli come i migranti, i senza lavoro a bassa scolarizzazione,
gli anziani. Sostituire il software dell’amministrazione con software
libero. Inserire Roma nei circuiti internazionali delle produzioni
creative informatiche. Garantire la copertura territoriale della banda
larga, prevedendo tariffe e servizi in linea con gli standard europei.
Investire risorse per le sale multimediali delle Biblioteche di Roma.
Vanno diffuse nei luoghi pubblici, nei parchi, negli spazi di
socializzazione e ritrovo – soprattutto nelle periferie – le
tecnologie senza fili wi-fi.
5 – Giovani e produzioni culturali
Superare l’idea della
“città-vetrina”, di un centro storico parterre di grandi eventi.
Lavoreremo per una città più sobria e meno concentrata solo sul centro
storico, ma soprattutto più attenta alle esigenze di chi nei territori
ci vive e ci lavora. Nelle periferie devono essere diffusi gli
incubatori per la produzione/autoproduzione culturale e interculturale,
valorizzate le esperienze dei centri sociali e delle associazioni
culturali, vero tessuto sociale e democratico metropolitano. In ogni
quartiere i giovani devono avere la possibilità di dare spazio
alla propria creatività creando le condizioni per una libera socialità.
Occorre responsabilizzare le realtà giovanili locali per tutelare,
salvaguardare e valorizzare gli spazi pubblici di prossimità (giardini,
piazze e scuole) e garantire anche così maggiore sicurezza e serenità
in tutti i territori. La cultura, intesa per il suo valore strategico
sia per il futuro di un paese che per la sua stessa democrazia, deve
essere prodotta, praticata e fatta propria, deve potersi rappresentare
come terreno d’espressione, di crescita e momento di incontro tra le
diverse culture, deve farsi attraversare da una attiva partecipazione
popolare diffusa su tutti i territori.
6 – Aziende gruppo
Comune e Trasporto pubblico locale
Pensiamo sia importante
lavorare sulla razionalizzazione e riorganizzazione delle aziende del
gruppo Comune di Roma, ridurre i costi (soprattutto dei CdA) e
centralizzare le scelte in relazione alle indicazioni del Consiglio
comunale, continuando ad investire sulla gestione in house del TPL
(trasporto pubblico locale) oltre all’accorpamento e alla
razionalizzazione delle aziende del TPL, in relazione alle esigenze dei
cittadini utenti.
In tale ambito, il
pacchetto azionario dell’Acea deve rimanere pubblico e va ristabilito
un rapporto virtuoso e costante con l’azionista di maggioranza,
il Consiglio comunale. Per il concreto perseguimento dell’obiettivo
della ripubblicizzazione dei servizi idrici, occorre intanto costituire
subito meccanismi concreti e pubblici per l’Audit e la costante
verifica della qualità del servizio erogato. E per questo, nella più
ampia struttura dedicata alla tutela dei beni ambientali, occorre
istituire un Ufficio della Regione, articolato nelle diverse Province e
nei comuni più grandi, per la regolazione, la conoscenza e il
monitoraggio del ciclo dell’acqua, per assicurare a tutti il diritto
di sapere, controllare e valutare, oltre che per conseguire
costantemente il miglior rapporto tra la qualità del servizio idrico
erogato e il contenimento dei costi sociali e ambientali. Occorre
costituire uno strumento pubblico che tenga sotto controllo e regoli
l’uso (o il non uso) della nostra acqua, a tutela dei diritti di tutti
e a tutela degli ecosistemi; una struttura di veri e propri ispettori
dell’acqua in grado di regolare i servizi idrici, di programmare e
realizzare misure concrete per la lotta agli sprechi d’acqua, per il
recupero e il riuso, ma anche per combattere la grave piaga dei prelievi
abusivi.
7 – Filiera corta e altra
economia
Roma è il più grande
comune agricolo d’Italia. Eppure non riesce a valorizzare appieno
questa immensa risorsa di qualità, necessaria per un’effettiva tutela
dei territori non urbanizzati. E’ necessario incentivare il consumo
dei prodotti agricoli romani e laziali, a partire dal recupero delle
produzioni stagionali. In tal senso, anche per ridurre gli abnormi
squilibri economici prodotti da una distribuzione che riesce a
decuplicare i costi nei passaggi dal produttore al consumatore, occorre
incentivare con appositi stanziamenti i cosiddetti Farmer market
ovverosia la relazione e vendita diretta dei prodotti agricoli da parte
dei produttori romani e laziali, anche mediante apposite facilitazioni e
spazi dedicati. La relazione diretta tra chi produce e chi consuma potrà
essere nell’immediato futuro uno tra gli strumenti più innovativi ed
efficaci per contenere e ridurre i costi di distribuzione oltre che
quelli ambientali.
In questi anni abbiamo
realizzato il mercato dell’altra economia di Testaccio, la nuova
amministrazione dovrà continuare a sostenere e promuovere tutte le
esperienze e le sperimentazioni connesse al commercio equo e solidale.
Contestualmente va ribadita l’importanza del Codice degli sponsor
etici per evitare che alcuni grandi eventi della città vengano
sponsorizzati da grandi multinazionali che violano i diritti umani,
ambientali e sindacali nel resto del mondo.
8 – Welfare community
Si deve ripensare il
welfare community a partire dai nuovi bisogni, l’accoglienza dei
migranti, le nuove povertà e le possibilità di accesso delle giovani
generazioni alla città pubblica. In una città in grado di pianificare
e gestire il flusso migratorio non dovranno più verificarsi sgomberi di
migranti e di baraccopoli di fortuna senza aver definito prima
un’alternativa dignitosa per donne, uomini e bambini. Occorre
innanzitutto ripristinare un Ufficio specifico per le politiche relative
a migranti e Rom. Ma, soprattutto, i Municipi devono essere messi nelle
condizioni di farsi davvero “governi di prossimità”, istituzioni in
grado di dare risposte concrete e tangibili al disagio sociale
diffuso. In questo senso pensiamo all’istituzione in ogni Municipio di
“Sportelli della solidarietà sociale”, rivolti innanzitutto ai
senza casa, a coloro che non arrivano alla fine del mese, a coloro che
sono affetti da patologie invalidanti o hanno in casa familiari in grave
difficoltà, ai senza lavoro, ai tossicodipendenti. Per le dipendenze da
droghe pensiamo ad un piano di azione che abbia come cardini la
prevenzione, la cura e la riduzione del danno oltre ad una riorganizzazione
dell’agenzia sulle tossicodipendenze del Comune di Roma. Inoltre vanno
sostenute tutte quelle associazioni di consumatori di cannabis a fini
terapeutici che chiedono al Comune di Roma di istituire un
“registro” di pazienti, singoli e associati.
9 – Public audit
Il tema dell’efficienza
amministrativa e dei servizi resi dal Comune di Roma è tema della
politica, della buona politica, e non dell’antipolitica. Per questo
urgono risposte innanzitutto da parte dell’amministrazione comunale,
anche per responsabilizzare direttamente le persone e gli apparati
chiamati a operare per fornire servizi pubblici: va prevista una quota
(3%) del bilancio di ogni dipartimento e assessorato per realizzare un
ufficio ad hoc in grado di monitorare la qualità e la quantità dei
servizi resi da ogni struttura, per la migliore efficienza e
razionalizzazione delle risorse. Una “macchina” intelligente in
grado di riflettere su se stessa per migliorare e razionalizzare le
prestazioni ed evitare la costante rincorsa alle emergenze.
Inoltre occorre intervenire
anche per coinvolgere attivamente le comunità interessate dalla qualità
e quantità dei servizi resi: a seconda della materia regolata, i
regolamenti e le delibere approvate devono prevedere in via ordinaria le
c.d. “clausole valutative”, ovverosia meccanismi, sedi e strumenti
che periodicamente consentano di verificare la concreta attuazione delle
scelte deliberate dalla Giunta e/o dal Consiglio comunale, con il
diretto coinvolgimento dei cittadini e delle categorie interessate.
10 - La qualità ambientale
Occorre ridurre l’enorme
quantità di rifiuti della nostra città mediante concreti interventi di
sensibilizzazione che disincentivino l’utilizzo di imballaggi nella
grande distribuzione, nei mercati, nel commercio. Urge raggiungere i
livelli previsti dalla legge per la quota minima percentuale di raccolta
differenziata: la raccolta porta a porta deve diffondersi in tutta la
città. Proponiamo interventi forti per incentivare la raccolta
differenziata, anche con apposite sanzioni, nella grande distribuzione,
nel commercio, nei mercati, nella ristorazione, negli uffici pubblici,
nelle aziende e negli uffici privati,
Bisogna imporre per le
nuove costruzioni previste dal Piano regolatore criteri ecologici e di
cogenerazione energetica. E’ necessario un confronto attivo con lo
Stato per la solarizzazione e la massima indipendenza energetica di
tutti gli edifici della pubblica amministrazione presenti a Roma, anche
mediante appositi interventi strutturali.
Vanno adottate soluzioni
coraggiose, anche nei nuovi insediamenti, per affrontare l’emergenza
traffico con la conseguente drammatica condizione in cui versiamo per la
“qualità dell’aria e la violazione permanente dei limiti di Kyoto”,
mediante :
- l’aumento delle aree
pedonali, del trasporto pubblico, delle piste ciclabili sicure. Occorre
profondere il massimo sforzo per disincentivare l’uso privato
dell’automobile;
- va aperta una grande
vertenza con lo Stato per riaprire la mobilità dei lavoratori tra i
diversi uffici pubblici al fine di far riavvicinare il luogo di lavoro
dei pubblici dipendenti alle loro residenze. Anche il Comune dovrebbe
incentivare questa soluzione per i propri dipendenti;
-la riforestazione urbana
seguendo le indicazioni dell’ONU e assicurando alla città i 500.000
alberi già previsti dalla giunta precedente;
Infine, proponiamo di
avviare una grande opera di disinquinamento, bonifica, risanamento,
recupero, tutela e salvaguardia del Tevere e dell’Aniene, straordinari
corridoi ecologici che attraversano Roma nelle più ampia rete ecologica
della nostra area vasta: una città come Roma merita un rapporto più
attento e consapevole con le più grandi arterie naturali che
l’attraversano.
11- I diritti degli animali
Vogliamo che Roma sia una
città per tutti, rispettosa ed ospitale verso tutte le forme di vita.
Una città non solo misura d’uomo! Cani e gatti fanno ormai parte
delle nostre famiglie, ma sono purtroppo numerosi quelli in stato di
abbandono. Per loro sono necessarie non grandi strutture, mega canili o
mega gattili, ma piccole strutture diffuse in tutti i Municipi che ne
favoriscano l’adozione. Bisogna applicare pienamente la legge 281/91
per la prevenzione del randagismo, con un piano completo per
l’anagrafe canina e il controllo delle nascite attraverso le
sterilizzazioni. La città è ancora ricca di fauna selvatica ma ne
rende la vita sempre più difficile. Bisogna fermare gli abbattimenti
ingiustificati degli alberi e le potature selvagge e fuori stagione,
proprio durante la primavera, nella fase di nidificazione; un danno
grave alla biodiversità, in violazione al regolamento comunale sulla
tutela degli animali che deve essere applicato pienamente. Bisogna
tutelare ed estendere gli habitat della fauna in città. Va potenziato
l’Ufficio dei “Diritti degli animali” del Comune di Roma e creato
un pronto soccorso H24 per gli animali. Sul Bioparco pensiamo sia il
momento di superare la vecchia funzione di Zoo, con l’esibizione degli
animali al pubblico. Bisogna curare invece la struttura destinata al
recupero degli animali selvatici in difficoltà e a quelli provenienti
da traffici illeciti.
12– La città
metropolitana
Rilanciare la discussione
sugli assetti della Città metropolitana potenziando il ruolo dei
Municipi come avamposti della democrazia partecipativa, ma soprattutto
riaffermando la pari dignità delle esigenze di qualità di vita per il
centro e per l’immensa periferia suburbana della nostra metropoli che
non può più essere posta “a servizio” della città vetrina. In
questo senso, urge un ampliamento consistente dei poteri, delle funzioni
e delle risorse finanziarie e operative dei Municipi, che devono
diventare veri e propri soggetti amministrativi autonomi in un rapporto
di sussidiarietà con il Campidoglio. Urge altresì riconoscere il
diritto di voto a tutti coloro che risiedono nei Municipi, a tutte le
diverse comunità di migranti presenti, proprio al fine di aumentarne
l’inclusione nei meccanismi democratici e quindi le responsabilità
dirette. Così come diventa assolutamente centrale il ruolo del
Consiglio regionale del Lazio per una legiferazione più incisiva e
costante a tutela e a garanzia delle comunità più deboli, soprattutto
quelle poste nella cintura periferica metropolitana.
13 – Una città laica e Glbtq friendly
La città di Roma ha
bisogno di atti e iniziative anche simboliche che ribadiscano la laicità
del Campidoglio, a cominciare dal patrocinio del prossimo Gay Pride.
Vogliamo rilanciare con forza il tema del registro Unioni Civili o delibere che concretamente ampliano la sfera dei diritti esigibili delle coppie di fatto oltre a tutti quei servizi e attività culturali che rendano Roma una città Glbtq friendly, una città accogliente verso tutti e tutte al di là dell’orientamento sessuale.
14 – Una città per il
dialogo
Per chi crede che solo
attraverso il confronto, il dialogo e la reciproca conoscenza si possa
contribuire alla prevenzione dei conflitti, ad una maggiore equità e
giustizia nelle relazioni tra i popoli, al rafforzamento dei sistemi di
partecipazione e democrazia delle comunità locali, il ruolo della
Cooperazione svolto dagli Enti locali assume tutta la sua centralità.Una
forma di cooperazione quindi che non distingue più i beneficiari dai
donatori, ma programma ed agisce attraverso una metodologia di
partenariato paritario, mettendo al centro dei suoi progetti i bisogni
espressi dai rappresentanti locali e della società civile e
riconoscendo alle comunità immigrate che risiedono sul nostro
territorio il ruolo di cordone ombelicale rispetto ai propri paesi di
origine. La città di Roma per la sua storia e per la sua collocazione
geografica che la pone al centro del Mediterraneo, da sempre luogo di
incontro di popoli e culture, non può quindi rinunciare a giocare un
ruolo importante nella cooperazione internazionale. Ma per questo
occorre operare in maniera più trasparente sia per quanto riguarda i
finanziamenti che rispetto al monitoraggio e valutazione dei risultati.
Rendere effettivi i processi di partecipazione avviati nella passata
consiliatura, con strutture, risorse e strumenti adeguati, implementare
i programmi rivolti ai giovani rispetto ad un consumo critico, equo e
consapevole, farsi promotrice di un accordo quadro di indirizzi e
priorità sottoscritto insieme alla Provincia di Roma.
15 – La città delle
donne
E’ tra i nostri obiettivi
principali quello di favorire l’autodeterminazione delle donne
attraverso un rafforzamento dei consultori e di tutti i servizi
socio-sanitari connessi all’applicazione della legge 194. Promuovere
la presenza paritaria di donne e uomini nelle istituzioni locali e nelle
aziende ad esse collegate. Aprire nuovi spazi per l’associazionismo
femminile. Una attenzione specifica andrà rivolta ai centri
anti-violenza che si occupano dei soprusi e delle violenze subite dalle
donne,soprattutto, all’interno dei nuclei familiari. Le strutture
disponibili devono essere messe in grado di dare risposte alla numerose
richieste di assistenza, oggi ancora troppo inevase per insufficienza
delle strutture e del personale dedicato. Infine riteniamo importante
introdurre il bilancio di genere al Comune ed in ogni Municipio.
16 - Antifascismo e memoria
La Costituzione
repubblicana deve essere la bussola democratica di ogni amministrazione
locale.
Bisogna rilanciare i valori
fondamentali della nostra Repubblica, nata dalla lotta partigiana contro
la tirannide nazifascista.
Proponiamo di vietare le
assegnazione di edifici pubblici ad organizzazioni esplicitamente
neofasciste e i cortei dove vengano esposti simboli e slogan fascisti e
nazisti (come prevede la legge Scelba). Ma soprattutto dobbiamo
affrontare con le ragioni della cultura e della memoria una vera e
propria offensiva verso le giovani generazioni, più esposte alle
lusinghe del populismo e della demagogia della destra.
L’iniziativa del Comune
di Roma di far conoscere agli studenti l’orrore dei campi di sterminio
nazisti va completata con la diffusione della conoscenza di quel
fascismo italiano che del nazismo fu ispiratore, smentendo la falsa e
pericolosa vulgata degli italiani “brava gente”.
Le gesta degli aggressori
fascisti in Africa, in Jugoslavia, in Albania e dell’esercito di Salò
che nel nostro Paese gareggiava in crudeltà con le SS tedesche, si
possono far rivivere con la visita di luoghi di sterminio o di
ribellione, la proiezioni di documentari, l’incontro con protagonisti
e studiosi.
Significativa in questo
campo l’esperienza fatta da diverse scuole di ricerca sulla Resistenza
collegata ai fatti avvenuti nel proprio territorio; un lavoro che può e
deve essere allargato a tutti gli istituti di istruzione anche attivando
( e finanziando) un impegno comune dei delegati alla memoria dal
Campidoglio ai Municipi e la collaborazione della Casa della Memoria e
delle associazioni antifasciste presenti a Roma.
L’intitolazione di vie,
piazze e parchi a partigiani e antifascisti già da tempo segnalate deve
essere rapidamente decisa e realizzata.
Comune e Municipi debbono
essere presenti nelle ricorrenze nazionali e romane legate
all’antifascismo e alla guerra di Liberazione, intervenire contro ogni
aggressione anche sollecitando l’intervento delle forze dell’ordine
e della Magistratura.
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